Risolve il problema al contrario rispetto al planner. Invece di chiedere «da qui cosa vedrò?», parte dalla foto che hai in mente — la Luna piena esattamente dietro la Torre di Barbaresco, che riempie il fotogramma di un 400 mm — e calcola dove mettere il treppiede e a che ora.
Un astro basso ha, in ogni istante, un azimut e un'altezza. Perché passi dietro un
soggetto alto h metri, il punto di scatto deve stare sulla retta che parte dal
soggetto con rotta opposta all'azimut, a una distanza tale che la cima appaia
esattamente all'altezza dell'astro: D = h / tan(altezza), corretta per la
curvatura terrestre. Ogni istante genera quindi un punto preciso, e al passare del
tempo quel punto scorre lungo una linea.
Il vincolo del teleobiettivo restringe il campo: Sole e Luna sottendono 0,53°, quindi
perché siano grandi rispetto al soggetto quest'ultimo deve occupare pochi gradi
— da lì la distanza minima. E perché entrambi stiano nel fotogramma, il soggetto non
può superare i tre quarti dell'altezza inquadrata — da lì la distanza massima.
Ogni proposta viene verificata prima di comparire: profilo del terreno, boschi, edifici e accessibilità. Quello che non regge viene scartato, non elencato come ipotesi. La verifica richiede una ventina di secondi.